La differenza tra metal detector e cercametalli

Quando si sente parlare dell’attività di cercatore, spesso si fa riferimento all’utilizzo di cercametalli e metal detector senza fare una netta distinzione tra i due. Ma esiste davvero una differenza? E se sì, di cosa si tratta precisamente?
Soprattutto quando si è alle prime armi con l’attività di ricerca dei metalli, può capitare di fare confusione con la terminologia del settore, non avendone ancora una conoscenza approfondita. Detto questo, c’è da considerare che non esiste assolutamente alcuna differenza tra metal detector e cercametalli. Si tratta semplicemente di termini sinonimi tra loro: cercametalli non è altro che la traduzione italiana dell’inglese metal detector, soprattutto considerato che hanno entrambi la stessa funzione, ossia quella di rilevare metalli nel terreno attraverso l’invio di segnali radio. Parliamo quindi di uno strumento che viene utilizzato in contesti diversi, di terra o di acqua, per verificare la presenza di oggetti in oro, reperti antichi, monete e altro ancora al di sotto del livello del suolo.
La sola differenza che esiste, nell’ambito di cercametalli e metal detector, è legata al diverso principio di funzionamento. È possibile quindi distinguerne tre diverse tipologie:

  • Metal detector VLF, in grado di operare ad una frequenza molto bassa, è caratterizzato dalla presenza di una piastra dotata di due bobine distinte, una trasmittente e l’altra ricevente. Il funzionamento è molto semplice: una bobina trasmette un campo magnetico al terreno e agli oggetti metallici che vi si trovano, l’altra invece riceve di rimbalzo il campo creato dal materiale conduttore.
  • Metal detector ad induzione di impulso, ha in realtà lo stesso principio di funzionamento del rilevatore VLF, ma presenta una piastra dotata di un’unica bobina, che funziona alternativamente come trasmittente e come ricevente.
  • Metal detector beat frequency oscillator, è probabilmente lo strumento con il funzionamento più semplice tra tutti. Questo cercametalli è dotato di due bobine, una contenuta nella piastra ed una nella scatola di controllo. Ognuna di queste è collegata ad un oscillatore che produce impulsi di corrente, che creano a loro volta onde radio, registrate da un ricevitore. Considerando che le due bobine generano onde diverse tra loro solo in presenza di un materiale conduttore, non sarà certo difficile allo strumento rilevarlo.

Posto che non esiste una differenza tra metal detector e cercametalli, a meno che non si tratti del diverso principio di funzionamento, va considerato che questi si distinguono da quegli strumenti che vengono identificati come cercamine. Quello che c’è veramente da chiedersi allora è: qual è la differenza tra un cercametalli ed un cercamine? Si tratta in realtà di strumenti molto simili tra loro, dato che la bonifica delle mine viene oggigiorno effettuata con metal detectors VLF o a impulsi, dotati però di caratteristiche tecniche piuttosto specifiche e particolari: ottima capacità di penetrazione nel terreno, utilizzo di frequenze che non inducano in alcun modo l’innesco di ordigni ad attivazione magnetica, resistenza a temperature molto alte, idoneità a rilevare minimi quantitativi metallici. C’è infatti da considerare che le mine moderne sono quasi tutte caratterizzate da un involucro non metallico (generalmente plastica), difficile quindi da rilevare con un metal detector. Ma gli ordigni presentano comunque elementi costitutivi di natura metallica, come i percussori o la capsula detonante, ed è proprio per questo che il cercamine deve essere molto sensibile anche al più piccolo componente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *